Ma che giocatore era… il “Mitico” Bosaglia?

Società   13 Febbraio 2019
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I tifosi più giovani non lo hanno mai visto giocare, ma è impossibile che in laguna non si sia mai sentito parlare di Pierantonio Bosaglia.

L’ex portiere arancioneroverde a Venezia è diventato leggenda, entrando di diritto nella Hall of Fame del club lagunare. Forse non il più costante tra i pali, ma sicuramente quello che resterà maggiormente nella memoria del club.

Il motivo? Lo spareggio per la Serie B tra Como e Venezia, nel quale i sogni di un’intera città sono diventati realtà grazie a una squadra formidabile. In un caldo pomeriggio di giugno, infatti, sul campo neutrale di Cesena andò in scena una partita memorabile tra le due squadre che si erano piazzate al secondo posto in campionato, alle spalle del Piacenza già promosso.

L’occasione di tornare in Serie B attirò un numero immenso di tifosi lagunari (quasi diecimila), che riempirono le tribune del “Manuzzi” colorandolo di arancioneroverde.

In campo i ventidue giocatori diedero spettacolo. Il Venezia, guidato da mister Zaccheroni, si portò in vantaggio con la splendida girata al volo di Zanin. Un gesto atletico incredibile, paragonabile alle giocate dei più grandi calciatori di sempre.

Il Como, però, era un avversario tosto, motivato e ben messo in campo. Pedone pareggia i conti (già, proprio colui che qualche anno dopo vestirà per quattro stagioni la maglia dei Leoni) e i lombardi cominciano a crederci. Serve un altro episodio: ci pensa Perrotti, con un rasoterra che fa tremare tutta Cesena.

Partita finita? Tutt’altro, perchè a pochi minuti dal termine il Como si conquista un rigore. Dal dischetto si presenta Vincenzi, che calcia forte, mirando alla destra di Bosaglia. Il portierone arancioneroverde, però, ha tutt’altre idee. Quel pomeriggio, infatti, Bosaglia vuole diventare un mito, anzi… Mitico. E ci riesce. Rigore parato ed esultanza sfrenata di chi ha appena compiuto l’impossibile.

Il Venezia vincerà quello spareggio, tornando in Serie B per la gioia dei propri tifosi, che durante i festeggiamenti hanno un solo nome in testa: quello del “mitico Bosaglia”.

 

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