Ma che giocatore era… Fabio Bilica?

Società   24 Gennaio 2019
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Quattro anni in laguna a cavallo del nuovo Millennio, dal 1998 al 2002, e oltre ottanta partita con la maglia arancioneroverde. Stiamo parlando di Fabio Bilica, roccioso difensore classe ’79 che a Venezia ha mostrato grandi qualità, oltre che un carattere vivace.

Amato dai tifosi per il suo attaccamento alla maglia, oltre che per la sua grinta, Bilica arrivò in laguna appena diciannovenne dal Vitoria, squadra brasiliana con cui mosse i primi passi da calciatore.

Sin dal debutto italiano, Bilica dimostrò di essere un giocatore di categoria, diventando ben presto uno dei pilastri di quel Venezia, tanto da convincere anche Walter Novellino a puntare su di lui nella magica stagione del 1998/1999.

Un difensore vecchio stampo, di quelli che al massimo facevano passare il pallone, non l’avversario. Con la maglia dei Leoni Bilica segnò anche un gol nella trasferta di Genova contro i rossoblu, portando avanti i suoi compagni al minuto 33.

Ma a Venezia, oltre che per il suo temperamento, Bilica viene ricordato per un particolare episodio accaduto il 7 novembre 1999. In quella data, infatti, a San Siro si giocava Milan – Venezia, gara sentita da entrambe le parti. I rossoneri venivano da una sconfitta europea a Istanbul contro il Galatasaray ed erano contestati. Gli arancioneroverdi, invece, cercavano punti salvezza dopo un avvio di stagione complicato.

Alla fine a prevalere furono i padroni di casa, che dopo un primo tempo bloccato si scatenarono nella ripresa, andando a segno con Bierhoff, Weah e Orlandini. Il Venezia, però, giocò una grande gara, rischiando anche di passare in vantaggio con Valtolina prima e Maniero poi.

Ma al minuto 76′ accadde l’incredibile. Sul risultato di 2 a 0 per la squadra di Zaccheroni, l’estremo difensore veneziano Casazza stese Shevchenko in area: per l’arbitro è rigore ed espulsione.

Mister Materazzi aveva già effettuato tutte e tre le sostituzione, per cui in porta dovette andare uno dei giocatori in campo. Dopo attimi di confusione, Bilica raccolse i guantoni da terra, indossò la maglia di Casazza e si posizionò al centro della porta.

L’epilogo sembrava scontato, ma non fu così. Shevchenko calciò un buon rigore, mirando all’angolino alla sinistra di Bilica, che con un intervento prodigioso respinse.

Un episodio singolare, che ben rappresenta la carriera in laguna del difensore brasiliano, poco incline ad arrendersi anche quando sembrava non esserci speranza.

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