Correva l’anno 1998/99..Intervista a Pippo Maniero

News / Società   02 Ottobre 2019
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Pippo Maniero è stato uno dei protagonisti indiscussi della grande cavalcata che ha portato il Venezia alla salvezza in Serie A nella stagione 1998/99, nell quale ha guidato l’attacco arancioneroverde con il suo gemello del gol Alvaro Recoba. Maniero era giunto al Venezia di mister Novellino in estate dal Milan ed ha segnato ben 54 reti in laguna.

Che ricordi hai di quella stagione?

“L’inizio del campionato è stato traumatico sia dal punto di vista personale che di squadra, non riuscivamo a fare quello che dovevamo. L’anno precedente il Venezia aveva vinto il campionato di Serie B e ci trovavamo catapultati in una Serie A di altissimo livello. Fino a dicembre è stata durissima, abbiamo fatto un brutto girone di andata, la prima vittoria è giunta solo alla nona partita contro la Lazio e questo testimonia le difficoltà che avevamo. Poi le cose sono iniziate a girare, e grazie anche all’arrivo di Recoba abbiamo fatto un grande girone di ritorno, nel quale per punti conquistati solo le primissime squadre sono riuscite a far meglio di noi.”

La partita che ha segnato l’inversione di tendenza è stata quella con l’Empoli nel girone di andata:

“Quella partita è stata lo spartiacque del nostro campionato. Ricordo che quel match era stato rinviato per nebbia e probabilmente questo è stato un segno del destino; era una partita bloccata sullo 0-0 e rifarla con l’arrivo di Recoba è stato un segnale. Eravamo sotto di due gol e con un uomo in meno per l’espulsione di Bilica e ribaltarla sembrava davvero una impresa. Abbiamo fatto un grande secondo tempo, aiutati anche da un pizzico di fortuna perchè sul 2-1 l’Empoli ha avuto una occasionissima che non è riuscito a sfruttare con Di Napoli e da quel gol sbagliato siamo riusciti a rimontare e vincere per 3-2. E’ stata una prestazione che è andata oltre alla vittoria, perchè ha segnato in maniera netta un cambiamento.”

Il tandem d’attacco Maniero-Recoba ha fatto la differenza per il raggiungimento della salvezza:

“Il talento di Recoba ha fatto si che tutta la squadra avesse un rendimento più alto perchè i grandi giocatori ti permettono di rendere al meglio. Lui si è calato nella nostra realtà pur venendo da una grande squadra ed ha fatto la differenza, sia per la squadra che per me. Quando è arrivato si è ambientato subito, sembrava fosse a Venezia da 10 anni. Tra di noi è scattato subito un gran feeling, come del resto è accaduto con tutta la squadra e questo si vedeva sia in partita che in allenamento. In quel periodo è cambiato tutto l’aspetto ambientale, ci allenavamo con più gioia ed euforia, grazie anche ai risultati che arrivavano.”

Quali erano i leader di quella squadra oltre a voi due?

“C’erano tanti giocatori importanti, da Luppi che era il capitano, a Beppe Ianchini. Senza dimenticare Taibi, che era arrivato dal Milan insieme a me. C’erano inoltre tanti giovani importanti, come Pavan, Dal Canto, Volpi, Miceli e Pedone, che poi hanno fatto una bellissima carriera. Luppi e Iachini però erano i più esperti del gruppo, e sono stati fondamentali perchè si sono messi a disposizione del gruppo; veder loro allenarsi e mantenere un comportamento esemplare era da stimolo per tutti, seppure se in alcune occasioni non giocassero.”

Che impressioni hai del Venezia di questa stagione?

“Son felice nel vedere che le cose stanno andando bene, quando vedo le mie ex squadre giocare nelle categorie più importanti come la Serie A e la Serie B non può che farmi piacere e spero che il Venezia possa tornare un giorno in massima serie, anche se non è certo una impresa facile per nessuno”.

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