Correva l’anno… 1993/1994: il leggendario 4 a 3 alla Juventus

News   18 ottobre 2018
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Se c’è una competizione in cui il Venezia ha più volte ribaltato i pronostici, quella è la Coppa Italia. Nel lontano 1941, sotto la sapiente guida di Giovanni Rebuffo e grazie ai gol di Mazzola, era arrivato il trionfo nella doppia finale contro la Roma, grazie al pareggio per 3 a 3 ottenuto nella capitale e all’1 a 0 maturato nella gara di ritorno al Penzo.

Ad oggi quello rimane l’unico successo nella competizione nazionale da parte dei Leoni, che nonostante ciò hanno comunque vissuto alcune notti davvero speciali, come accaduto il 27 ottobre del 1993.

Quella stagione non è che riservi grosse soddisfazioni ai tifosi lagunari, con la squadra che alterna grandi prestazioni a momenti di black out totali. Gli arancioneroverdi sono iscritti al campionato di Serie B e nel corso dell’annata cambieranno per ben tre volte l’allenatore: si parte con Giampiero Ventura, a cui poi subentra Pietro Maroso, prima del ritorno di Ventura.

Il campionato parte con un successo ai danni dell’Arcireale, seguito dal pesante 4 a 0 rimediato a Firenze.

Si capisce sin da subito che la squadra è ben costruita, ma non abbastanza forte da poter ambire alla promozione. A fine anno, comunque, il sesto posto conferma quanto di buono fatto vedere dal Venezia, che con qualche inatteso ko in meno avrebbe potuto puntare più in alto.

Parallelamente alla Serie B si gioca anche la Coppa Italia, competizione dalla quale in laguna non ci si aspetta grosse sorprese e il debutto contro il Monza sembra confermarlo: dopo una gara più che sofferta, gli arancioneroverdi riescono ad avere la meglio ai supplementari, garantendosi l’accesso al secondo turno contro la ben più quotata Juventus.

La gara di andata si gioca a Torino e già si pensa alla goleada bianconera. Il Venezia, però, non è arrivato in Piemonte per recitare un ruolo da comparsa e gioca una partita perfetta, riuscendo a rimandare il discorso passaggio del turno al match del Penzo: apre le marcature Baggio su rigore, pareggia al 45′ Campilongo. 1 a 1 e tutto aperto.

La gara di ritorno, nonostante l’atmosfera che si respira a Sant’Elena, sembra in ogni caso già scritta: troppi i campioni tra le fila bianconere per permettere ai tifosi veneziani di sognare.

La prima frazione, però, sottolinea le difficoltà della Juventus nel costruire azioni pericolose, con mister Trapattoni che comincia a credere non sia la serata giusta per Baggio e compagni. Al 45′, però, ecco l’episodio che apre il match: da una respinta corta della difesa arancioneroverde, Marocchi calcia in porta, trovando l’angolino alla destra di Mazzantini. 1 a 0 e squadre negli spogliatoi.

Nella ripresa sembra un altro Venezia, determinato a fare risultato. Passano pochi istanti e, su corner di Andrea Poggi, Campilongo stacca più in alto di tutti, schiacciando il pallone a terra. L’estremo difensore bianconero Rampulla blocca la palla oltre la linea, non riuscendo così ad evitare il gol.

Il match si fa sempre più duro, la Juventus sa di essere più forte ma deve fare i conti con uno stadio intero che spinge i propri beniamini. Le cose, poi, per i torinesi si mettono ancora peggio al minuto 70, quando Campilongo si presenta dal dischetto. Sotto una Curva Sud stracolma, l’attaccante spiazza Rampulla, portando avanti i suoi.

Gli ultimi minuti sono folli. Al 78′ un altro rigore riporta la partita in parità, con Mazzantini che per poco non para il destro di Baggio.

Passano quatto giri d’orologio e la partita si sblocca nuovamente, ancora grazie a un tiro dagli undici metri. Dal dischetto si ripresenta Campilongo, che cambia lato e batte per la terza volta Rampulla. E’ tripletta, è 3 a 2 Venezia.

I ragazzi di Trappattoni a questo punto hanno paura, sentono l’eliminazione vicina e si buttano in avanti in cerca del pareggio. All’86’, però, il gol lo trovano i padroni di casa, con Cerbone che raccoglie una sponda di Bortoluzzi e si inventa una girata magnifica che termina sotto l’incrocio dei pali. 4 a 2 e può partire la festa.

Mancano pochi minuti ma accade di tutto. Di Livio riapre nuovamente la partita, Mazzantini si infortuna e Bortoluzzi viene espulso. Alla fine, però, è apoteosi: vince il Venezia 4 a 3 in una delle partite entrate nella leggenda del club.

I lagunari, poi, elimineranno anche la Fiorentina, prima di uscire sconfitti dallo scontro con l’Ancona ai quarti di finale.

Un ko che non cancella l’impresa compiuta da Campilongo e gli altri Leoni, che in una gelida notte di ottobre hanno domato la Juventus di Trapattoni e Baggio.

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