Correva l’anno… 1991: lo spareggio di Cesena

News   26 Settembre 2018
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Gli anni Novanta, i favolosi anni Novanta, hanno riservato più di una soddisfazione ai tifosi arancioneroverdi, che sono passati in poco più di dieci anni dalla Serie C2 al paradiso, ovvero quella Serie A che in laguna mancava da oltre tre decadi.

La scalata, però, non è stata per nulla facile e iniziò nella stagione 1990/1991, con la squadra iscritta al campionato di Serie C1.

La stagione precedente era terminata con un dignitoso quarto posto, dietro a Modena, Lucchese ed Empoli. L’anno dopo la rosa non viene rivoluzionata, cambia però l’allenatore: via mister Pasinato e squadra affidata all’emergente Alberto Zaccheroni.

In campionato i ragazzi partono forte con cinque vittorie e due pareggi nelle prime sette gare. All’ottavo turno ecco il primo stop, in casa contro la corazzata Piacenza, che vincerà poi il girone.

Si capisce comunque che la rosa è forte e può competere per i primi posti assieme al Como e proprio al Piacenza. A metà girone le tre squadre sono davanti a tutte, dandosi il cambio al vertice ogni domenica. Gli scontri diretti quasi si equivalgono, con il Venezia che in casa perde con entrambe, riscattandosi poi vincendo a Como e pareggiando in Emilia.

Il finale dei lagunari è un crescendo, con la squadra di mister Zaccheroni che perde una sola gara nelle ultime dieci, piazzandosi seconda al traguardo a quota 44 punti, gli stessi del Como e uno in meno del Piacenza. Biancorossi promossi in Serie B, mentre per i lombardi e il Venezia c’è lo spareggio.

La data è il 16 giugno 1991 e si gioca sul campo neutrale di Cesena. Zaccheroni si affida ai suoi uomini migliori, con Bosaglia in porta (a fine partita diventerà per i propri tifosi “mitico”); in difesa ci sono Filippini, Lizzani, Bertoni e Andrea Poggi. Centrocampo a rombo, con Armenise vertice basso, Rossi e Perrotti nel mezzo e Civeriati a supporto del duo offensivo Zanin-Paolo Poggi, allora appena diciottenne.

Primo tempo sbloccato dalla perla di Zanin, che riceve palla al limite destro dell’area, palleggia e calcia in porta, trovando un gol straordinario. 1 a 0 all’intervallo.

La ripresa si apre con il pareggio del Como siglato da Pedone, lasciato colpevolmente solo in piena area di rigore. La partita cambia, i lombardi alzano la pressione e cominciano a credere di poterla ribaltare. E’ però il Venezia a ritrovare il vantaggio, con la splendida conclusione di Perrotti che batte un incolpevole Savorani sugli sviluppi di una punizione.

Il finale è incandescente: il Como rinchiude i ragazzi di Zaccheroni all’interno della propria metà campo, nel tentativo di creare un’occasione, cosa che accade al minuto 79′. Contatto in area arancioneroverde e calcio di rigore per gli azzurri, che vedono la possibilità di pareggiare la gara. Dal dischetto si presenta Vincenzi, che calcia forte alla destra di Bosaglia. Il numero 1 lagunare, però, ha altre idee in mente e para la conclusione, salvaguardando la promozione.

Può così partire la festa, con uno stadio intero a inneggiare al “mitico” Bosaglia e a una squadra capace di compiere un’impresa che resterà per sempre nei cuori dei tifosi arancioneroverdi.

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