Correva l’anno… 1979, la promozione in C2

News   10 ottobre 2018
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La Serie D non è certo il teatro a cui ambiscono le migliori società calcistiche, ma quando capita di giocarci è necessario farsi trovare pronti, per non deludere le aspettative e incappare in una brutta figura. Ci vuole programmazione e un progetto valido, un po’ quello con cui è iniziata l’era Tacopina a Venezia, con la vittoria in Serie D e la conseguente promozione in Lega Pro.

Ma un altro Venezia, nella seconda metà dei lontani anni ’70, riuscì a conquistare la promozione al termine di una serrata lotta al vertice, garantendosi l’accesso in Serie C2.

Si trattava della stagione 1978/1979 e i neroverdi arrivavano da un campionato anonimo l’anno precedente, con la squadra che era riuscita a salvarsi solamente nelle ultime giornate, lasciando perdere ogni discorso legato a un’improbabile promozione.

L’allenatore Perli abbandonò la panchina e al suo posto ricevette l’incarico mister Humberto Rosa, ex giocatore di Juventus e Napoli, che fu poi sostituito da Beniamino Cancian.

La rosa venne parzialmente cambiata, con metà squadra confermata a cui andarono ad aggiungersi nuovi volti, tra cui Viola e Serato, due lussi per la categoria.

La stagione inizialmente non partì benissimo: successo per 2 a 1 all’esordio e poi un punto in due partite, conseguenza del pari contro il Chievo e della sconfitta interna subita per mano dell’Abano, vittorioso al Penzo per 3 a 1. Da qui, però le cose cambiarono e arrivarono ben otto risultati utili consecutivi che avvicinarono nuovamente i lagunari alle zone alte della classifica.

Al giro di boa, con la sconfitta di Pordenone, i neroverdi si trovavano a metà classifica, più vicini alla testa che alla zona retrocessione.

La musica, però, cambiò e arrivarono quattro pareggi e tre vittorie in sette gare, risultati che portarono i Leoni a tallonare il Pordenone capolista.

Il finale di stagione fu un crescendo, con la squadra di mister Cancian che riuscì a mettersi alle spalle la sconfitta contro il Palmanova, raccogliendo i tre punti in sette delle ultime nove gare, compresa la partita della promozione contro i Ramarri.

Di fronte a un Penzo esaurito per l’occasione, il Venezia riuscì a battere la capolista grazie alla perla su punizione di Nello Scarpa, che fece esplodere il pubblico giunto a Sant’Elena. Con questo successo i Leoni si portarono a quota 46 punti, uno in meno del Pordenone ma soprattutto a +1 dall’accoppiata Montebelluna/Romanese, che videro sfumare la promozione per un soffio.

E non è un caso che a segnare il gol decisivo fu Nello Scarpa, vero simbolo di un Venezia che lottava su ogni pallone senza mollare un centimetro. Nato e cresciuto al Lido, più precisamente a Malamocco, Nello vestì per la bellezza di dieci anni la maglia neroverde, prima di trasferirsi a Chiavari e chiudere la carriera tra le fila della Virtus Entella.

La stagione seguente il Venezia non disputò un campionato memorabile, riuscendo comunque a salvarsi con largo anticipo, ma di quella squadra rimane il ricordo di una promozione conquistata con forza e dedizione nell’indimenticabile “spareggio” con il Pordenone.

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