A tu per tu con… Mauro Coppolaro

News / Prima squadra   16 ottobre 2018
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Giocatore di grande personalità, Mauro Coppolaro è il classico difensore vecchio stampo, forte fisicamente e difficile da saltare nell’uno contro uno.

Arrivato in laguna nel corso della finestra estiva del mercato, Mauro ci ha impiegato poco per diventare decisivo, salvando già alla prima giornata un pallone che avrebbe decretato il pareggio dello Spezia.

Entrare a freddo e fare il proprio debutto davanti ai nuovi tifosi non è facile per nessuno, ma il centrale arancioneroverde è ormai abitato agli esordi speciali, come in occasione della sua prima apparizione in Serie B, all’età di sedici anni.

A quei tempi giocavo nella Reggina, ma mai mi sarei aspettato di esordire in questa categoria. L’ho fatto contro il Brescia, a dieci minuti dal termine. E’ sicuramente stata una bella emozione entrare nel calcio dei grandi, non lo dimenticherò mai. Ero ancora un ragazzino, mi allenavo con la prima squadra e ogni tanto andavo in panchina, però se mi avessero detto che quell’anno avrei fatto cinque presenze in campionato non ci avrei mai creduto. Invece è successo ed è stato il mio vero inizio.

Un ragazzo precoce, dunque, che ha ancora negli occhi il ricordo del primo approccio al campionato cadetto.

L’inizio è stato molto confuso, ero in uno stato di costante tensione perchè dovevo recepire quanti più segreti possibili. E’ un calcio molto diverso rispetto a quello delle giovanili, ti trovi ad affrontare professionisti decisamente più esperti di te, per cui è necessaria una attenzione continua.

Cinque presenze in Serie B a sedici anni sono numeri notevoli, tanto che l’Udinese si interessa a lui, portandolo in Friuli.

A Udine mi son trovato molto bene. Non è un caso che riescano a lanciare ogni anno qualche talento, è il risultato di un lavoro molto accurato legato alla rete di osservatori del club. A questo si va poi ad aggiungere il fatto che si guardi molto al lavoro con i giovani, per cui non può che andare così.

Il presente per Mauro è a Venezia, dove ha deciso di continuare il proprio processo di crescita.

In laguna mi sono trovato molto bene. Qui c’è un gruppo molto affiatato che sta insieme da tre anni, è come una famiglia. Mi sono inserito subito alla grande grazie ai miei compagni. In più dietro c’è una società davvero seria che ha un grande progetto. Ci sono le basi per fare bene.

Il calcio è quindi la strada intrapresa da Coppolaro, che in passato però ha avuto a che fare con altre attività:

Non ho sempre giocato a calcio. Ho provato anche con il nuoto, prima, e con il ballo poi. Non una passione quest’ultima, ma più un favore a mia madre, che spingeva verso la danza. Per farla felice mi è toccato un anno da ballerino, prima di poter dare inizio alla mia carriera da calciatore.

Nato a Benevento, il classe ’97 ha girato l’Italia per seguire il proprio sogno, accompagnato sempre dalla fidanzata.

Ormai stiamo insieme da quando ci siamo conosciuti, conviviamo da sempre e lei mi segue ovunque. Ci piace condividere le giornate, facciamo tutto l’uno con l’altra. Dobbiamo ancora andare a Venezia, anche se io ci sono già stato. E’ una città magnifica e girando per le calli scopri sempre qualcosa di nuovo. E’ veramente magica.

 

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